Nota biografica

Fernando Bordoni si diploma nel 1962 presso l’Accademia di Brera, con una tesi su Giovanni da Milano. Le amicizie di quegli anni hanno un’importanza assoluta, anche se numericamente limitate.

• Bordoni frequenta intanto regolarmente gli atelier di alcuni artisti ticinesi quali Carlo Cotti, Filippo Boldini e Remo Rossi a Locarno dove, negli studi attigui a quelli dello scultore, lavorano Jean Arp, Fritz Glarner e Hans Richter. Ne diventa un assiduo frequentatore, e sotto il loro impulso, in modo particolare quello di Glarner, decide di viaggiare in Europa in vista di uno studio sistematico di quanto avviene nel campo delle
arti visive.

• Nel 1964 lo Stato del Cantone Ticino lo chiama a partecipare all’illustrazione del volume “Libertà” edito in occasione di Expo 1964 a Losanna.
Da quell’anno, anno in cui la Biennale di Venezia assegna il Gran Premio a Rauschemberg,
si avvicina sempre più alla Pop-Art.
Nel 1967 vince il Premio nazionale di disegno in bianco e nero di Cantù (Milano), il Premio Innovazione-Arte a Lugano e, su incarico della Confederazione svizzera, esegue il progetto per la decorazione artistica dell’Ufficio federale degli stampati a Berna.

• Nel 1969 trasferisce lo studio a Lugano in via Nassa 59, con altri due giovani artisti , seguiti dal critico Walter Schönenberger. Grazie a quest’ultimo, visti gli interessi comuni, viene stimolata la ricerca.
Rinaldo Bianda, fondatore della locarnese Galleria Flaviana, si trasferisce a Lugano proponendo al pubblico  una serie di “minimultipli” con la presenza di artisti internazionali, e fra questi tre ticinesi che, con Bordoni, partecipano alla Biennale di Venezia e a Documenta di Kassel.

• Negli anni 1968–1970 esegue una serie di impronte di copertone d’automobile, “Tubeless 5.60 15 4 PR” ora testimoniate al Musée d’Art et d’Histoire di Ginevra.
Dalla serie “Tubeless” nascono dei quadri-manifesto impostati su un alfabeto all’interno di una griglia, ed è su questa idea che Bordoni lavora da circa un quarantennio, con l’intento di procurarsi una variante mentale in alternativa alla facile soluzione di una pittura di ritorno.

• Da questo spunto traggono vita alcune tappe importanti: la personale alla pinacoteca di casa Rusca a Locarno, con presentazione di Alberto Sartoris e Ottavio Besomi; inoltre la milanese Arte Struktura lo chiama a far parte dei pittori della Galleria, cosi  la Galleria Klus di Zurigo, la Galleria Ammann di Locarno e la Galleria Colomba di Lugano. L’attività pittorica prosegue nella continua ricerca formale.

• Sue opere figurano in Collezioni private, Raccolte pubbliche e Musei.
È presente nella Collezione della Confederazione e in Ambasciate svizzere all’estero.