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ALBERTO SARTORIS
“Con i disegni a diagonali racchiuse in quadrati, le <pneuimmagini> incise, le vivaci geometrie romboidali, le incorporazioni murali e i labirinti coloratissimi (1972,1973) i parallelismi verticali (1975,1976), le trasparenze (1975, 1978), le composizioni alternate (1979, 1983,1985), le parole dipinte (1985, 1989) e la stilistica spaziante dei suoi complessi odierni, Fernando Bordoni configura e traduce la felice plenitude di momenti e di periodi intrepidi e folgoranti dell'arte”.
In “ Stilistica spaziante di Fernando Bordoni ”, Futurismo Oggi anno xxi, giugno, Roma, 1989.


CLAUDIO GUARDA
“ Le sue composizioni suggeriscono alla fine il senso di un raggiunto equilibrio e di una composta armonia:dove gli opposti - di libertà inventiva e di rigore, di lento e meticoloso lavoro – da miniatore – e cio' nonostante di mobile leggerezza di linguaggi in bilico tra contemporaneità e tradizione – vengono a formare un tutt'uno, e si risolvono in pagine di sorprendente freschezza e di luminosa serenità”.
In “ La partitura dei segni e del colore tra rigore e intuizione”, catalogo, Galleria La Colomba, Lugano, 2001

LUIGI CAVADINI
“Le sue geometrie” costituisconoun unicum nel panorama dell'astrazione e fanno di Bordoni un artista che si muove in autonomia, senza per questo perdere di vista quanto è stato realizzato dagli artisti che l'hanno preceduto”.
In “Tra concretismo e nuova astrazione”, l'Arte in Ticino nella seconda metà del Novecento 1953 – 2003, catalogo, Museo di Belle Arti, Lugano, 2004

LUCIANO CARAMEL
“Ha relazioni internazionali dirette, in area europea, con Londra e Berlino, e indirette con l'America dell'immagine quotidiana della PopArt.E' da essa infatti che trae la matrice prima, il copertone dell'automobile che nel suo itinerario artistico, da motivo espressivo, con connotazioni anche sociologico - esistenziali , si trasforma progressivamente in occasione e strumento che va divenendo iconograficamente irriconoscibile, per un'indagine sempre piu' esclusivamente puntata sulla percezione, e quindi sulla stessa sua fruizione”.
“Aperture e angustie”,   l'Arte nin Ticino nella seconda metà del novecento 1953 – 2003, catalogo, Museo di Belle Arti, Lugano. 2004
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